Cody racconta se stesso dopo un anno di Dynamite

Lunedì mattina Cody ha ammesso: “Sono il più grande critico di me stesso”.

La All Elite Wrestling si accinge a celebrare il primo anniversario di Dynamite e quindi a Cody è stato chiesto se ha dei rimpianti riguardo il lavoro svolto finora. Cody ha risposto: “Da vice-presidente esecutivo quale sono, parlo troppo”.

Grazie al presidente e CEO della AEW, Tony Khan, la federazione si è rivelata come la prima vera rivale del colosso wwE in oltre vent’anni (cinque se proprio vogliamo contare i tempi in cui la NJPW veniva mostrata nei canali americani).

Osservando il primo anno di vita della compagnia, la AEW si e’ trovata a competere con il programma wwE con NXT.

Rhodes ha dichiarato di sentirsi rammaricato del fatto che ha provato ad etichettare la federazione sin da subito: “Avevo tanta voglia di promuovere il brand, di creare una certa identità ma più promuovevo e più mi rendevo conto che stavo limitando il prodotto, pensavo di aver dato un’identità allo show quando l’identità stessa e’ in evoluzione, in continuo cambiamento. Il primo anno della AEW avrà un’identità che sarà diversa dal suo secondo anno di vita e a noi piace vedere questa evoluzione. Ma limitarsi a dire che la AEW è solo un certo e determinato prodotto è sbagliato perché il wrestling non è solo una cosa. Il wrestling è una moltitudine di tante altre cose.”

L’EVP continua, “quindi dicevo sempre la mia in qualità di vice presidente sperando di promuovere il prodotto e un sacco di questo giornalismo clickbait ha finito per prendere le mie dichiarazioni fuori contesto creando fraintendimenti e tensioni tra i fan NXT e i fan AEW. Parlerò di meno, cercherò di pronunciarmi di più combattendo sul ring.”

Il pentimento più grande come performer? Senza dubbi, il moonsault fatto dalla cima di una gabbia alta 6 metri durante il match contro Wardlow a Febbraio, che lo stesso Cody descrive come “la cazzata più grande che abbia mai fatto”.

E, sfortunatamente, il primo anno di Dynamite e’ stato in parte influenzato anche dal Covid-19.

Con una pandemia che, ancora oggi, continua a far danni, Cody e lo staff AEW si sono ritrovati a pensare fuori dalle righe per creare del contenuto settimana dope settimana, partendo dal registrare shows in un set chiuso e con parte del roster come spettatori fino a reintrodurre una piccola parte di pubblico al Daily’s Place.

Questa e’ la situazione che tutti noi ci siamo trovati ad affrontare. Mi fa piacere che gli ascolti siano stati costanti” ha detto Rhodes. “Mi fa piacere di aver avuto la possibilità di offrire una programmazione live invece di mostrare repliche, quella era una cosa che davvero non volevamo fare e non volevamo neanche pensarci. Devi riuscire a dare alle persona una valvola di sfogo, ed è qui che l’intrattenimento e le sue arti entrano in gioco.”

Nei suoi 20 anni di carriera, Rhodes ha ricevuto molte lodi e anche molte cinture. Mercoledì notte, dovrà difendere il titolo TNT contro Orange Cassidy, un personaggio molto spiritoso che insieme ad altri unici performers delle indie quali The Bad Boy Joey Janela e Jungle Boy Jack Perry hanno saputo ritagliarsi un po’ di spazio in uno stage di risonanza mediatica globale ed è questo per ora il marchio di fabbrica della AEW.

La AEW sta anche cercando di far evolvere talenti che erano già conosciuti nella federazione rivale: “C’è ancora margine di crescita per loro” ha spiegato Rhodes

Diamond Dallas Page, wwE Hall of Famer che di tanto in tanto è apparso anche in AEW, ha spiegato che dare spazio ai performer e di consentire loro di crescere è una cosa voluta da Cody stesso, dalla sua storia nel business.

Cody sarà sempre uno di quelli che contano” dice Page “e lui ne è consapevole e ne conosce le responsabilità che ne derivano.”

Questa mentalità e’ data dal fatto che tutti i campioni del momento, a eccezion fatta per il titolo femminile, sono ex superstars della wwE: il campione dei pesi massimi Jon Moxley, i campioni di coppia FTR e Rhodes stesso con il titolo TNT, che ha di recente vinto il titolo contro un altro wrestler ex WWE che ha trovato la sua opportunità in AEW, Mr. Brodie Lee.

Non puoi limitare un performer all’inizio della sua carriera, è proprio questo il bello dello sport e delle varie arti” dice Rhodes, “Se questa è la tua carriera, le tue abilità saranno in continua trasformazione e sta a te saper gestire il tutto. Prendiamo uno come Mr. Brodie Lee, lui è cresciuto come wrestler. E’ migliorato nel ring e al microfono. Ha imparato un sacco di cose, esperienza…esperienza…esperienza.. E’ strano che nel mondo del wrestling le persone provano a limitarti basandosi su chi sei e dove combattevi e io su questo non sono d’accordo. Io credo solamente nella crescita di individuale.”

Per le radici della AEW si può risalire fino al 2018, al PPV indipendente All In, con i migliori talenti provenienti da tutto il mondo, evento che era riuscito a fare sold-out nel Sears Centre Arena di Chicago dove Cody (accompagnato da DDP) si era battuto contro il campione dei pesi massimi NWA, Nick Aldis.

Lo stesso titolo lo aveva vinto per ben tre volte Dusty Rhodes, un altro di quelli che ci sapeva fare, sia sul ring che dietro le quinte. “Ero li ad All In, a vedere Cody portare avanti l’intero show proprio come fece il padre, una figura che ho seguito per anni” dice DDP. “Vederlo in controllo di tutto, si notava quanto si stava divertendo, ha dato tutto perché ancora si sapeva se ci sarebbe stato un seguito.”

Due anni più tardi, Rhodes e la AEW non hanno nessuna intenzione di rallentare. Vogliono continuare a dare opportunità a giovani talenti includendo anche le esperienze di leggende come Jake The Snake Roberts , The Enforcer Arn Anderson e Tully Blanchard.

Diamond Dallas Page nota similitudini con il padre, anche se ammette che Cody ha forse una marcia in più.

Con la AEW che s’incammina verso il suo secondo anno, i fan cominciano a domandarsi se ci sarà la possibilità di collaborare con altre federazioni. A pensarci, Jon Moxley è anche campione IWGP United States della NJPW, e Kenny Omega detiene ancora la cintura Mega Campeon della AAA. Nel frattempo, star del calibro di Thunder Rosa, campionessa NWA World’s Women Champion, e Hiroshi Tanahashi sono già apparsi a Dynamite, seppur con ruoli decisamente diversi.

“Penso che non ci sarà mai una collaborazione di grande scala tra due federazioni.” ha detto Rhodes. “Siamo troppo orgogliosi del nostro brand. Così come è adesso, non chiuderemo mai porte e non diremo mai di no.”

“Ho riso un sacco quando ho sentito fan parlare di una partnership con la NJPW perché tecnicamente c’è già: Jon Moxley ha combattuto in New Japan, Chris Jericho ha combatto in New Japan. La partnership c’è già. Il proprietario della NWA Billy Corgan e Tony Khan sono in contatto e Thunder Rosa ne è un esempio. Mi è piaciuto vedere Hiroshi Tanahashi la settimana scorsa. Lui è qualcuno con cui mi sarebbe piaciuto combattere in singolo e non ho mai avuto l’opportunità e chi lo sa, forse accadrà in futuro. Le nostre porte sono aperte.”

 

Fonte: USA Today

AllEliteRob