Gli FTR raccontano del loro rapporto con Dusty

E’ noto che gli FTR debbano molto a Dusty Rhodes, in fondo e’ grazie a lui che loro sono riusciti ad arrivare dove sono ora nell’industria del wrestling e ne hanno parlato molto approfonditamente nel “The Push Podcast”. Cash Wheeler e Dax Harwood hanno raccontato di ciò che hanno imparato da Dusty e del perché, secondo loro, piacevano tanto all’American Dream. Eccovi alcuni estrapolati dal podcast di cui sono stati ospiti:

Dax Harwood su cosa abbiano imparato da Dusty Rhodes: “Secondo noi, lui voleva che fossimo un tag team e penso che gradisse molto il fatto che eravamo dei ragazzi country della Carolina del Nord. Penso che a lui piacesse un sacco che noi avessimo quell’accento del sud, e anche come lavoravamo. Credo anche che a lui piacesse che non fossimo dei big men. Quando sei alto 1 metro e 78 centimetri e sei circondato da persone alte 1 metro e 90 circa, molto spesso non vieni considerato. Dusty ci ha detto di non abbandonare mai l’un l’altro, che sia durante una lezione sui promo, agli show, o al Performance Center, “Non vi separate mai. Fatevi vedere sempre insieme, così le persone riescono a vedere ciò che vedo io, almeno in parte.”

Riguardo ciò che ci ha insegnato, ci ha detto solamente di saperci relazionare quando parliamo. Ovviamente questo influisce nel modo di fare i promo. E nessuno sara’ mai come Dusty Rhodes a riguardo. Ma lui sapeva che relazionarsi con il pubblico, con i colleghi, e con chi lavori, ti faceva valere perché ora sai come rapportarti al loro livello. Non e’ che stai facendo un promo stile Hulk Hogan “Beh, lasciami dire qualcosa, fratello”, ti devi saper relazionare con loro.

Cash Wheeler su cosa abbia imparato da Dusty: “La cosa più’ incredibile riguardo avere Dusty come maestro e’ che il più delle volte non ci pensavi che stavi imparando qualcosa fino a quando lui non te l’aveva già insegnata. Era tipo come il Signor Miyagi. Non capisci perché ti stia facendo certe domande o perché tu stia facendo certe cose fino a quando ti si accende la lampadina in testa e pensi, “ah, ecco perché voleva che facessi così”. Perché lui sapeva relazionarsi con chi eri tu in termini di performer, e non che tipo di performer dovevi essere secondo altre persone o che percezione avevo di me stesso come wrestler. Lui sapeva scavare e trovare qualcosa di diverso, e sapeva tirar fuori quel qualcosa sul ring così da renderti più genuino e più reale”

Fonte: 411Mania
AllEliteRob