La AEW è una società esemplare

Gestire un’azienda che fattura milioni di dollari non è affatto facile e lo è ancor di meno quando una pandemia riduce il personale lavorativo ai minimi termini ed uno scandalo di portata internazionale si abbatte su alcuni dei dipendenti.

La All Elite Wrestling ha dimostrato fin dal suo primo giorno di essere una compagnia rivoluzionaria per approccio al lavoro, gestione delle risorse umane e rapporto con i fan.

Nonostante alcuni detrattori abbiano criticato i suoi metodi moderni e poco formali, Tony Khan è sicuramente l’artefice di questo approccio innovativo che sta portando la AEW ad ottenere sempre più successo e a rafforzare la sua credibilità come impresa solida e sulla quale puntare.

Al presidente della All Elite va il merito di aver creato per i suoi dipendenti un ambiente sereno e stimolante nel quale lavorare e nel quale sentirsi parte di una vera e propria famiglia, dove tutti sono disposti ad aiutarsi gli uni con gli altri, tutti vengono ascoltati e tutti sono felici di ritrovarsi, instaurando rapporti umani che vanno anche al di là dell’orario lavorativo.

Le parole chiave sembrano essere empatia, trasparenza ed umanità, termini quasi del tutto inesistenti sui vocabolari delle società multimilionarie.

Una tendenza controcorrente quella della federazione di Jacksonville, che sta dimostrando, anche in occasioni davvero difficoltose e poco piacevoli, un comportamento esemplare che tutte le altre grandi imprese dovrebbero prendere ad esempio.

La gestione dell’emergenza Covid- 19, per esempio, è stata ed è tutt’ora impeccabile e a dimostrarlo sono i fatti.

A differenza di altre società in cui l’intera situazione è stata presa sotto gamba e mal gestita, la AEW ha da subito messo a disposizione dell’intero personale un’assistenza medica di qualità, della quale talenti ed altri addetti ai lavori hanno potuto usufruire ed usufruiscono tutt’ora per fare tamponi ed eseguire regolarmente i test necessari a scongiurare i rischi di contagio all’interno dell’ambiente lavorativo.

Inoltre, Tony Khan ha pagato di tasca sua e messo a disposizione di tutto il personale un intero hotel, adeguatamente sanificato, in modo che i non residenti in Florida potessero avere un luogo sicuro dove alloggiare nel caso in cui avessero deciso di lavorare anche durante il lockdown.

La AEW ha infatti dato ai propri dipendenti la possibilità di scegliere se presentarsi al lavoro oppure no durante il periodo di chiusura di tutte le attività.

Anche questa è una scelta che segna una netta differenza tra la All Elite ed altre federazioni che preferiscono imporre le decisioni dirigenziali senza preoccuparsi troppo dello status del proprio staff.

Il risultato?

Al momento in AEW si sono contati zero contagi tra i dipendenti, mentre in altre federazioni si parla di dozzine di persone risultate positive al virus Covid- 19.

Sono quindi i numeri a parlare e a dare ragione alla gestione esemplare che la società sta portando avanti.

Ma non è certo questo l’unico punto che differenzia la AEW da tutte le altre.

Lo scandalo che si è abbattuto in queste ultime settimane sul mondo del wrestling e che ha visto coinvolti anche un paio di lottatori appartenenti al roster fisso della All Elite, è stato gestito in modo davvero impeccabile da parte di Tony Khan e del team degli EVP, che hanno saputo dimostrare serietà e rigore nel trattare questi casi, senza però dimenticare il fattore umano.

La situazione è stata infatti trattata con trasparenza ed estrema delicatezza, grazie alle quali si sta cercando di salvaguardare non solo l’ottima immagine della società, ma anche quella dei suoi dipendenti.

I talenti coinvolti nello scandalo sono stati temporaneamente rimossi dai programmi della compagnia e sono stati accompagnati in una percorso di recupero e riabilitazione, (personalizzato in base ad ogni soggetto), solo al termine del quale la dirigenza di è riservata di prendere una decisione definitiva riguardo il loro status lavorativo.

Il fatto di sospendere il giudizio e di scegliere di fornire un aiuto ed un supporto psicologico ai suoi dipendenti, (le cui azioni incriminate verranno valutate e giudicate nelle sedi opportune da persone altamente competenti in materia legale), dimostra quanto la All Elite sia una società che da estrema importanza al valore umano e al benessere psico-fisico del proprio team, senza fare distinzioni di alcun tipo tra dirigenti, talenti, staff o semplici addetti alle pulizie.

L’ambiente è estremamente sereno e stando alle dichiarazioni rilasciate da numerosi lottatori facenti parte del roster, Tony Khan e gli EVP hanno molto a cuore il benessere di tutti e lavorano ogni giorno per far sì che ogni singola persona sia felice di timbrare il cartellino ogni volta che entra al lavoro.

Un atteggiamento del tutto inedito per una compagnia che vanta numeri così alti, che si contrappone alla glaciale mancanza di empatia di altre aziende che navigano in questo settore da molto più tempo e che vantano anche fatturati maggiori.

Ma la ancora giovane ed intraprendente All Elite, sta dimostrando quanto sia in realtà necessario un cambiamento verso un approccio più informale verso dipendenti e fan, dove vige un mutuale scambio di rispetto ed opinioni e dove il lato umano risulta essere il fattore chiave per intraprendere un percorso lastricato di grandi successi.



Bennie