Intervista di Jericho a ESPN

“Non puoi dare una parte scritta a Mike Tyson!”

L’intenso faccia a faccia, conclusosi poi in rissa, andato in scena lo scorso mercoledì durante l’ultima puntata di Dynamite, tra Mike Tyson e Chris Jericho, ha avuto un fortissimo impatto mediatico a livello mondiale ed ha scatenato la curiosità anche in quella fetta di pubblico che non segue in modo abituale il mondo del pro-wrestling.

Il segmento, è direttamente collegato ad un angle andato in scena ben 10 anni prima in WWE, durante il quale Tyson colpì Jericho con un pugno in faccia, tradendo la sua fiducia ed alleandosi con i suoi allora rivali Triple H e Shawn Michaels.

A Dynamite, Tyson non si è però presentato solo, ma è invece arrivato sul ring accompagnato da un gruppo di amici, tra i quali i fighter UFC Henry Cejudo, Vitor Belfort e Rashad Evans, che si sono poi scagliati contro in membri dell’Inner Circle che erano presenti sul ring a sostegno di Jericho.

Qui di seguito, alcune domande rivolte a Chris Jericho da ESPN riguardanti proprio la sua rivalità con Iron Mike:

  • Com’è nato questo momento tra te e Mike Tyson?

Jericho – Per come la vedo io, ho lavorato con Mike per 10 anni. Probabilmente ci saremo visti una mezza dozzina di volte. Conosco Mike. Penso che quando gli è venuta l’idea di essere coinvolto con la AEW, sia stata una scelta naturale quella di contrapporlo a me.

So cosa aspettarmi; un tipo come lui, è come una bomba pronta ad esplodere. È un intrattenitore, un interprete; non puoi dargli un copione da seguire. Non provi qualcosa con Mike Tyson. Tu vai là fuori e sai che farà qualsiasi cosa lui voglia fare, non importa cosa. E va bene così. Ho 30 anni di esperienza sul ring e posso guidarlo.

Inoltre, abbiamo una storia alle spalle: l’ultima volta che siamo stati sul ring insieme, mi ha messo fuori combattimento. C’è la storia! Siamo due artisti che sono stati sotto i riflettori per 30 anni e siamo probabilmente nella nostra forma migliore per poter dare il giusto risalto a questo momento e creare buzz a livello mondiale.

Nessuno nel mondo dello sport fa più notizia di Mike Tyson negli ultimi mesi, e nessuno nel mondo del wrestling fa più notizia di Chris Jericho. Stiamo facendo qualcosa di figo e penso che ci siano molte persone interessate a vedere dove andremo a parare con questa storia.

  • In effetti si è creato un forte movimento mediatico attorno a questa storia. È questa lo scopo di una federazione di wrestling quando mette in scena qualcosa del genere?

Jericho – La AEW ha fatto così tanto nell’ultimo anno semplicemente esistendo. Tutti quelli che conoscono il wrestling sanno chi siamo. Ecco perché abbiamo una così grande pubblico.

Ma quello che abbiamo fatto mercoledì sera è stato ottenere titoli da tutti i principali media sportivi.

Ora, quelli che non ci seguivano sono rimasti incuriositi e si sintonizzeranno per vedere quello che sta succedendo e poi, una volta visto quello che sappiamo fare, diranno: “Wow, abbiamo sentito parlare della AEW, ma non ci siamo resi conto di quanto fossero forti”. Oppure, altri si chiederanno “Cos’è questa AEW?”.

Mike Tyson attira curiosità. Chris Jericho attira curiosità. Ma Tyson attrarrà quel tipo di pubblico che io non riesco ad attrarre, perché non sono mainstream come lui.

  • Dove potrebbe portare questo? Potrebbe esserci un match di wrestling tra te e Tyson?

Jericho – Ovviamente c’è l’idea di fare qualcosa di più. Stiamo ancora pensando e discutendo su cosa fare.

Chris Jericho contro Mike Tyson in un match di wrestling, in una rissa da strada, in un match di boxe, qualsiasi cosa sarebbe grandiosa.

Io non sono Mike Tyson; non sono 1/1000 di Mike Tyson, ma pratico boxe da sei anni, so come boxare. Potrei vincere dei combattimenti in singolo contro persone al mio stesso livello. Quindi, se è quello che vuole fare, a me sta bene; può funzionare. Qualunque cosa si senta lo faccia sentire a suo agio, io posso farla. Questo è quello che faccio per vivere. Questo è quello che faccio da 30 anni.

Ma per me si tratta di mettere insieme tanti fattori, questo è il wrestling. E la parte fondamentale è la trama. Il match in sé è solo la ciliegina sulla torta. Ma è la costruzione che costituisce davvero la parte più divertente ed è la parte che coinvolge davvero le persone. Quindi, qualunque cosa decideremo di fare mentre andiamo avanti, sarà grandioso. Hai a disposizione uno dei pugili più iconici – e delle personalità più iconiche – di tutti i tempi contro uno dei più grandi lottatori professionisti e personalità di tutti i tempi. La storia si scrive da sola.

  • Mike ha già disputato dei match di wrestling in passato, ma è estremamente inesperto e ora ha 53 anni. In una situazione uno contro uno, quanto sarebbe difficile per te guidarlo durante lo svolgimento di un match?

Jericho – Questo è quello che faccio per vivere; c’è sempre un modo per renderlo buono. Basta mettere in mostra i punti di forza ed eliminare i punti deboli. Questa è la parte facile. Bisogna solo arrivare ad un accordo riguardo quello che vogliamo fare, se vogliamo andare avanti con tutto questo. Il resto è facile; è il mio lavoro.

  • Anche Henry Cejudo è stato coinvolto nel segmento di mercoledì. Pensi che potrebbe esserci un futuro per lui in AEW?

Jericho – Assolutamente sì. C’era così tanto star-power su quel ring mercoledì sera. Non avevo idea che ci fossero anche quei ragazzi ed invece, mi sono trovato davanti, oltre a Tyson, anche Vitor Belfort, Henry Cejudo e Rashad Evans. Mi sono detto “Cosa?! Che sta accadendo?! Di cosa stiamo parlando?!”

È successo tutto così in fretta.

Con tutti questi altri ragazzi sul ring, ci sono molte cose che puoi fare. Suppongo che non fossero lì solo per supportare Mike. Presumo che fossero tutti lì perché vogliono far parte di questo business. È un’idea molto eccitante quando non appartieni al mondo del pro- wrestling ed ha l’opportunità di fare qualcosa del genere.

Tutti quei ragazzi sono dei fighter professionisti. Hanno la mentalità di un combattente. Sono anche tutti degli ottimi showmen, fino a un certo punto; altrimenti non sarebbero campioni UFC o nel caso di Mike, uno dei più grandi campioni di boxe di tutti i tempi, se non il più grande.

Se ci fossero state 10.000 persone lì presenti, il segmento sarebbe stato ancora più esaltante, ma per quello con cui stiamo lavorando ora, penso che sia uno dei momenti più eccitanti che abbiamo portato in scena.

Se quei ragazzi vogliono di più, sanno dove trovarci. Se quei ragazzi volessero far parte della AEW, saremmo più che felici di averli.

  • Non preoccupa il fatto che questa sia la continuazione di una storyline nata in WWE?

Jericho – È una storyline WWE? A mio avviso era un angle di Chris Jericho! C’ero io lì. È ridicolo pensare che alcune persone abbiano criticato questo segmento, dicendo che abbiamo portato in AEW una storyline della WWE. La realtà dei fatti è che abbiamo portato in AEW la mia vita. È la mia storia con Tyson. Non è un Chris Jericho contro The Rock o Hulk Hogan o Triple H o Kurt Angle. Ripeto, è la mia storia.

È come se scrivessi una canzone e la pubblicassi con la Sony, poi, a contratto scaduto, firmassi un nuovo contratto con la Warner.

Registrerei nuovamente la canzone. Ma è la mia canzone.

  • Come ti senti riguardo alle critiche sull’uso di atleti di altri sport semplicemente come mosse pubblicitarie?

Jericho – Se non avessimo avuto Mike Tyson nello show mercoledì sera, tu e io ora non saremmo qui a parlarne.

Stiamo cercando di far conoscere la AEW ad un pubblico sempre più ampio per far crescere la nostra fanbase. Ed è così che si fa.

È lo stesso motivo per cui la All Elite Wrestling è stata in grado di raggiungere più fan portando Chris Jericho tra le sue fila.

Ora Mike Tyson sta ricoprendo quel ruolo.

Ecco perché si fanno mosse di questo genere e le si fa in modo intelligente; tu porti la persona giusta contro l’avversario giusto al momento giusto.

  • Sembra che vi siate divertiti a mettere insieme lo Stadium Stampede Match di Double or Nothing, ma non deve essere stato facile. Com’è nato?

Jericho – Abbiamo filmato l’intero Stadium Stampede in nove ore. Dalle 21:00 alle 6 del mattino, tra venerdì sera a sabato mattina ed abbiamo avuto solo tre di tempo ore per modificarlo prima di doverlo consegnare. Ciò che abbiamo creato in quel lasso di tempo è monumentale. Dovremmo letteralmente vincere un Emmy per questo.

Sapevamo tutti cosa volevamo.

Abbiamo realizzato questo spettacolo straordinario che nessuno aveva mai visto prima. Ha incarnato tutto ciò che è il pro- wrestling. Era serio, era pericoloso, era mozzafiato, era divertente, era creativo, era unico, era avventuroso. Era davvero più un cortometraggio che un match. Ed è quello che volevamo. È una delle cose migliori che ho fatto in 30 anni in questo settore.

Fonte: ESPN

Bennie