Lo show di cui avevamo bisogno

Il pay- per- view di Double or Nothing è ormai alle nostre spalle; tuttavia risulta ancora difficile smettere di pensare al grande spettacolo andato in scena al Daily’s Place di Jacksonville, Florida, lo scorso sabato 23 maggio.

Un PPV di tutto rispetto, ricco di match intensi e dallo storytelling raffinato, ispirato, senza alcun dubbio, ad una corrente filo-nipponica molto presente in AEW.

Non sono mancati gli spot spettacolari e tanto meno i momenti divertenti, accompagnati da un lottato di ottima qualità e da un’atmosfera che per qualche ora è quasi riuscita a farci dimenticare dell’assenza del pubblico dal vivo.

Tanti sono stati i match degni di nota e tante le performance da elogiare, tra le quali, senza alcun dubbio, quelle di MJF e Jungle Boy, Hikaru Shida e Nyla Rose e del campione Jon Moxley, che è riuscito a mantenere il titolo alla fine di un intensissimo match contro l’Exalted One, Brodie Lee, il quale ha finalmente potuto dimostrare il suo vero valore andandosi a prendere di diritto un ruolo da main eventer tra le fila di un roster sempre più variegato e ricco di talenti.

Insomma, un evento davvero riuscito, corredato anche da arrivi importanti, come quello di Brian Cage, che ha fatto la sua entrata a sorpresa come nono partecipante all’interno del Casino Ladder Match, durante il quale è riuscito a sbaragliare tutti gli altri concorrenti, guadagnandosi una title shot al titolo mondiale.

In seguito, la presenza di Mike Tyson durante la finale del TNT Championship Tournament, seppur non necessaria alla risoluzione del match, ha contribuito a mantenere alto il livello di imprevedibilità della contesa tra Cody e Lance Archer, che ha infine visto trionfare l’American Nightmare, incoronato ufficialmente primo campione TNT della storia.

In poche parole, grandi match e nuovi arrivi hanno dato vita ad un ottimo PPV, ma uno è stato il vero “show- stealer” della serata: lo Stadium Stampede Match, che ha visto scontrarsi il team di Matt Hardy e l’Elite contro l’Inner Circle di Chris Jericho.

Più che di un match, si è trattato di un vero e proprio evento nell’evento; un capolavoro fatto di genialità e di voglia di far divertire il pubblico da casa, creando un spettacolo in grado di regalare una momentanea “fuga dalla realtà” ricca di intrattenimento e tante, tantissime risate, che non hanno però tolto spazio alla spettacolarità e ad un risultato che è rimasto incerto fino all’ultimo secondo.

Il rischio di ritrovarsi davanti all’ennesimo prodotto di cinematic wrestling era alto, ma la AEW è stata capace di non commettere gli stessi errori di altre federazioni e quindi di non scadere nella banalità.

Rischio scampato grazie, ancora una volta, alla forte connessione che la All Elite ha con il Giappone, che in questo caso ha fatto si che lo Stadium Stampede Match portasse alla ribalta lo stile surreale tipico dei match targati DDT, federazione nella quale ha militato per diversi anni Kenny Omega e che ha molto influenzato il suo stile, soprattutto per quanto riguarda il suo lato da entertainer.

Ma l’ottima riuscita del match è dovuta anche alla straordinaria creatività messa in gioco da due grandi mattatori come Chris Jericho e Matt Hardy, protagonisti di momenti esilaranti e davvero molto, molto belli.

Impossibile poi non parlare delle performance di tutti gli altri partecipanti, a partire da un Adam Page sempre più over, passando dagli spot spettacolari degli Young Bucks, dalle divertenti interazioni dei Proud & Powerful e Jack Hager con gli avversari, alla ancora una volta straordinaria prestazione di Sammy Guevara, che si conferma sempre più all’altezza dei grandi nomi che lo circondano.

In conclusione, un PPV che sembrava essere nato sotto una cattiva stella; che ha rischiato di essere annullato a causa di una pandemia; che è stato poi riadattato e che, a pochissimi giorni dalla messa in onda, ha perso due dei suoi nomi più rilevanti a causa di un doppio infortunio durante l’ultimo show settimanale, è riuscito ad andare contro tutte le avversità, portandosi a casa un risultato che è andato oltre ogni più rosea aspettativa.

Con Double or Nothing, la AEW ha dimostrato una volta di più il grande impegno che fin dal primo giorno mette nel suo lavoro e nella sua missione di riportare i fan di tutto il mondo ad innamorarsi di nuovo del professional wrestling e di tutte le sue straordinarie sfaccettature, senza stravolgerle e snaturarle con il solo scopo di ricavarne un profitto.

Questo PPV è stato una ventata d’aria fresca della quale tutti avvertivamo il bisogno in un periodo difficile ed estenuante come quello che stiamo vivendo in questi ultimi mesi in cui il mondo intero si è ritrovato ad affrontare qualcosa di improvviso e devastante come l’emergenza Covid-19.

La AEW ci ha regalato un sorriso e lo ha fatto mettendoci tutto il suo cuore e la sua grande e sempre più evidente passione per uno sport, che è anche spettacolo e che è, in fondo, una forma d’arte capace di emozionarci sempre e comunque, senza limiti di età, sesso, religione ed estrazione sociale.

Archiviamo quindi questo Double or Nothing 2020, dandoci appuntamento al prossimo anno a Las Vegas, con la speranza di poter ritrovare un’arena gremita di gente ed una folla pronta a tifare questi straordinari gladiatori dell’era moderna.

See you all at Double or Nothing 2021!

Bennie