Intervista a Mr Brodie Lee

Svelato il processo creativo del personaggio dell’Exalted One

Sono anni ormai che Brodie Lee muore dalla voglia di mostrare al mondo del wrestling le sue reali capacità.

Ora, in AEW, ha la possibilità di mostrare ciò di cui è veramente capace e per la prima volta, si ritrova ad essere uno dei grandi protagonisti di un pay-per-view, durante il quale lotterà per il titolo mondiale.

Questa settimana talkSPORT ha avuto la fortuna di incontrare The Exalted One, riuscendo a parlare in modo più approfondito del suo approdo in AEW. Qui di seguito le domande che gli abbiamo posto:

La storyline del Dark Order è andata avanti per un po’prima che l’Exalted One si mostrasse al mondo e sono circolate molte voci riguardo la sua identità. Quanto tempo prima hai scoperto che saresti stato proprio tu a ricoprire il ruolo di leader di questa stable?

<< È davvero difficile da dire con certezza! Posso dire che avrei dovuto debuttare nella mia città natale di Rochester, New York, il 13 marzo scorso e sarebbe stato, metaforicamente parlando, un po’come un calcio nello stomaco. Ma ecco, tutto sommato, penso di averlo saputo molto prima.

Avevamo già iniziato a pianificare, a mettere insieme alcune cose e a cercare di mettere insieme anche un look, con un abito adatto [ride]. Quindi, l’ho saputo con un certo anticipo perché dovevamo vedere come orientarci su ciò che volevo e voglio diventare e ci stiamo lavorando ancora adesso.

Purtroppo, a causa di questa pandemia, alcuni piani sono stati messi da parte e ci siamo visti costretti a reimpostare il tutto; e sicuramente, quando le persone [fan] torneranno a riempire le arene, reimposteremo tutto di nuovo >>.

Per quanto riguarda la realizzazione del tuo personaggio, sappiamo che Tony Khan è un boss eccezionale, ma è affiancato dai dirigenti Cody Rhodes, The Young Bucks e Kenny Omega. Come ha funzionato finora il tuo rapporto con loro?

<< Kenny e gli Young Bucks sono tre persone con cui non vedo l’ora di lavorare. Li seguo da anni e non vedo l’ora che per me arrivi il momento di condividere il ring con loro.

Finora ho lavorato principalmente Cody per lo sviluppo di questo personaggio. Purtroppo i Bucks non sono più stati in grado di presenziare agli show settimanali da quando tutto questo [la pandemia] è iniziato.

Sono stato in contatto con Nick e Matt per un bel po’durante tutto questo periodo e non vedo l’ora di affrontarli, onestamente. Questo è uno dei miei obiettivi principali qui >>.

Tenendo presente che il Dark Order sembrava aver già preso un direzione ben definita in TV, che tipo di conversazioni ci sono state a livello creativo per la stable quando sei diventato The Exalted One?

Mi è stato detto che potevo essere quello che volevo. È la mia visione. In un certo senso sono stato lanciato in una sorta di loop quando è iniziata la pandemia, perché avevamo in corso diverse cose ben determinate alle quali saremmo dovuti arrivare. Non siamo stati in grado di farlo ora, per ovvie ragioni, ma ci arriveremo.

Abbiamo una mentalità di gruppo e puntiamo a conquistare le cose, ma, come ho detto, non tutti possono essere presenti al momento, quindi ho dovuto fare un po’ da solo. In termini di brainstorming, il processo creativo è più simile ad un “ehi, che ne pensi? Questo è quello che penso” e ci rimbalziamo a vicenda le idee per giungere poi ad una conclusione abbastanza rapidamente. È rinfrescante, sarò onesto >>.

È divertente che tu lo dica, perché Jon Moxley mi ha detto quasi esattamente la stessa cosa la scorsa settimana quando abbiamo parlato del processo creativo in AEW rispetto a quello in WWE.

<< Ti dico questo: quando ho fatto il promo per il mio debutto, ho chiesto “beh, cosa volete che dica?” Mi è stato risposto “questo è il tuo promo. Sei stato un animale in gabbia per così tanto tempo, vai avanti e dì quello che vuoi dire”. Quindi ho risposto ” Ok “[reazione sbalordita]; ho messo insieme un piccolo promo ed è andata molto bene.

E più o meno la stessa cosa è successa la scorsa settimana; è stata praticamente la prima volta in otto anni che mi sono ritrovato a parlare con un microfono in mano, dal vivo, per più di 10 secondi, perché non avevo mai avuto l’opportunità di farlo in WWE. È stato lo stesso processo: “Ehi, vai a dire quello che vuoi dire, assicurati solo di presentargli la sfida e assicurati che accetti”.

Il primo promo che hai fatto in AEW è stato fantastico e pare che questo sia stato un pensiero comune per la community online, che lo ha commentato molto positivamente. È stato bello dimostrare le tue reali abilità che non sei stato in grado di esprimere negli ultimi otto anni circa?

Bene, è un grande sollievo. L’ho già detto in altre interviste, ma adesso c’è molta più pressione su di me perché non c’è nessun’ altro da incolpare. Non c’è nessun writer a cui puoi dire “Ehi, hai scritto questo….Se non fosse buono… “. Ora sono io lo scrittore. Quindi se qualcosa non va bene dipende da me. C’è un altro livello di pressione, ma, allo stesso tempo, c’è un altro livello di creatività.

Sono io quello che deve essere in grado di guardarsi allo specchio alla fine della giornata. So di poterlo fare bene, quindi sono abbastanza fiducioso in questo.

Tony Khan mi disse: “Se non vuoi debuttare ora, non è necessario, aspetteremo”. Ed ho detto la stessa cosa: sono stato un animale in gabbia per così tanto tempo ormai che ora voglio solo impegnarmi in qualcosa di creativo e tornare al vero wrestling professionale. Adoro lottare, odio stare lontano dal ring. Quindi non c’era ombra di dubbio sul fatto che sarei stato lì il 13 marzo, in qualsiasi caso.

La prima volta è stato strano uscire senza pubblico e poi, quando ho lottato con QT Marshall, lo è stato ancora di più, perché non avevamo nemmeno nessuno a bordo ring. È una sensazione surreale.

Ma una volta entrato sul ring, tra le corde, cerco di dare il meglio di me, per rispetto del pubblico e dei miei colleghi; ed il rispetto dei miei colleghi è una cosa importantissima per me.

Ma non vedo l’ora di lottare davanti al pubblico della AEW perché non l’ho ancora sperimentato >>.

Parlando del pubblico della AEW, avrai sicuramente visto Double or Nothing l’anno scorso; c’era davvero un’atmosfera speciale. E sicuramente avrai guardato la AEW mentre eri ancora in WWE; all’epoca pensavi già “sì, mi piacerebbe far parte di tutto questo”?

<< Assolutamente. Avevo amici che mi dicevano che tra la folla l’atmosfera era completamente diversa, che la sensazione era diversa già a partire dalle code fuori dalle arene, fino allo staff che si occupa del ring e alle persone nell’area del backstage.

Tutti lavoravano e volevano qualcosa di meglio. Ho pensato che fosse perfetto per me per tutto il tempo >>.

Quindi, quando il tuo contratto con la WWE stava per scadere, pensavi già alla AEW?

<< Non c’era nulla di certo. Io volevo solo lottare finché ancora potevo. Mentre la tua carriera va avanti e avanti, subisci infortuni, le cose accadono ed io non volevo sprecare il mio tempo stando seduto a casa ad incassare un assegno che non mi stavo guadagnando, non mi sembrava giusto. Quale esempio avrei dato ai miei due figli? E allo stesso tempo, a 70 anni, guardandomi allo specchio, sarei stato in grado di fissare il mio riflesso? Io non voglio avere nessun rimpianto, non uno nella vita.

E quando sono tornato a casa un giorno ed ero quasi pronto a lasciare la WWE, mia moglie mi ha detto “vai avanti, andrà tutto bene, qualunque cosa accada”. A quel punto sapevo che non si poteva tornare indietro. Tutto quello che volevo fare era lottare >>.

Chi ti ha contattato per conto della AEW per mettere in moto la mossa?

<< Ho avuto molti contatti con molte persone per l’intero anno in cui la AEW ha iniziato a far parlare di sé; tra queste persone c’era anche Cody.

Scambiavo sempre messaggi con lui o con i Bucks; seguivo il loro lavoro ed ogni volta che disputavano un match, mi congratulavo sempre con loro.

Ne discutevamo anche negli spogliatoi della WWE.

Chris Jericho è qualcuno con cui sono sempre rimasto in contatto. Non appena ho ottenuto la rescissione, ho ricevuto diverse chiamate da diverse persone [ride]. Era commovente e davvero rincuorante. Piacevole >>.

Brodie Lee sfiderà Jon Moxley il prossimo 23 maggio a Double or Nothing per l’ AEW World Championship.

Fonte: TalkSport

Bennie