Tra le righe

In un match di wrestling, si sa, la vittoria non è tutto ed anzi, è forse la cosa meno importante.

Fondamentali sono invece le storie che portano al match e la sua costruzione all’interno del ring, portata avanti da lottatori che devono essere in grado di collaborare, tutelarsi e supportarsi, dando reciprocamente modo all’avversario di mettere in mostra le proprie abilità senza però darlo a vedere esplicitamente.

Un lavoro “tra le righe”, complicatissimo, fatto di psicologia e tecnica e di una sana dose di fiducia nei confronti del proprio collega/avversario, al quale i lottatori affidano ogni giorno la propria incolumità.

I match “riusciti” infatti, sono stati e sono tutt’ora frutto di un’ottima collaborazione tra gli atleti che fanno del loro meglio per valorizzare la propria controparte. Un esempio recente? Il match andato in onda nell’ultima puntata di Dynamite, (la prima in diretta dopo le misure restrittive prese dai governi per contrastare il dilagarsi del virus Covid-19), tra il campione AEW Jon Moxley ed il membro degli SCU, Frankie Kazarian.

Un match davvero molto buono e ben fatto, dove entrambi i contendenti sono stati in grado di mettere in luce le proprie abilità tecniche, dando vita ad una contesa molto equilibrata e davvero godibile per il pubblico a casa e per i presenti a bordo ring.

Mox ha consentito a Kazarian di dar prova del suo valore a discapito dell’età che ormai può cominciare ad avere un peso sulle sue performance in singolo, mentre Kazarian, dal canto suo, ha dato modo all’ AEW World Champion di rispolverare la sua tecnica, ricordando al pubblico di non essere solo un semplice brawler, ma anche un lottatore con un parco mosse vario, valido e davvero interessante.

Si è trattato quindi di una vera e propria collaborazione tra i due; uno scambio equo tra colpi inflitti e subiti, che nel finale ha visto prevalere, con giusta causa, l’attuale campione.

Come ho detto all’inizio però, ciò che ha fatto la differenza in questo match, non è stata la vittoria da parte di Moxley, ma è stata l’intera costruzione dell’incontro, arricchita dall’ottima intesa tra i due lottatori e dalla loro evidente voglia di regalare al pubblico quello che possiamo senza dubbio definire un buon match di pro-wrestling in stile vecchia scuola, con molta tecnica e qualche scambio più intenso anche fuori dal quadrato.

Guardando questo match, la All Elite Wrestling si sta dimostrando ancora una volta fedele a quella che è stata la sua promessa di riportare il pro-wrestling alla gloria di un tempo, creando un prodotto che sia i fan che gli atleti possano amare incondizionatamente nel corso degli anni.

Bennie