Shawn Spears, un asso nella manica

Fin dal suo approdo in AEW, avvenuto il 25 maggio 2019 a Double or Nothing, nella 21-Men Casino Battle Royale, Ronald William Arniell , meglio conosciuto come Shawn Spears, ci ha fatto subito capire quale ruolo avrebbe giocato tra le fila della federazione presieduta da Tony Khan.

Reduce da trascorsi non proprio felici in WWE, dove lottava con il ring-name di Tye Dillinger, il wrestler canadese ha deciso di far virare la sua carriera verso un percorso che lo vede più focalizzato nel ruolo di allenatore a supporto di nuovi talenti, piuttosto che in quello di lottatore il cui obiettivo principale è quello di costruirsi un nome ed arricchire il proprio palmarès.

Ruolo, quello attuale, che sta dimostrando di poter ricoprire con successo, traendone al contempo anche molto divertimento.

Proprio grazie a questa sua voglia di poter mettere la sua esperienza a disposizione delle nuove leve, la All Elite Wrestling ha trovato in Shawn Spears un ottimo asso nella manica da poter sfruttare su più fronti, cosa che stiamo vedendo in modo particolare in queste ultime settimane di programmazione speciale, dove, a causa dell’emergenza Covid-19, la federazione ha dovuto mettere in piedi degli show in totale assenza di pubblico dal vivo e con un roster ridotto ai minimi termini.

In questa occasione, abbiamo visto Spears molto presente sia dentro che fuori dal ring e pronto a mettersi in gioco in match che sono serviti per lo più come riempitivi nel corso delle varie puntate, quasi sempre contro dei talenti locali che hanno ricoperto il ruolo di jobber, guadagnando comunque l’opportunità di mettersi in mostra all’interno di un prodotto di rilevanza mondiale, anche se si trattava per la quasi totalità di incontri squash.

Ciò che The Chairman ha fatto e sta facendo è di estrema importanza per la All Elite e sta ampliamente dimostrando l’affidabilità e la professionalità dell’atleta e di conseguenza, della stessa federazione, che così si rivela ancora una volta attenta alle richieste dei fan e disponibile ad andare incontro ai bisogni dei propri atleti e collaboratori.

Probabilmente non vedremo spesso l’ex Perfect 10 coinvolto in storyline di particolare importanza, infatti il suo sarà principalmente un lavoro volto a mettere in luce i propri avversari, siano essi nuovi talenti o lottatori più rilevanti, impegnati in una corsa verso il titolo o in una scalata verso il successo.

Il suo ruolo, seppur apparentemente marginale è in realtà fondamentale per il mondo del wrestling, dove si ha sempre un grande bisogno di atleti disposti a “fare da chioccia” e a valorizzare i propri colleghi, facendo ricadere i riflettori su quest’ultimi piuttosto che su sé stessi.

Sappiamo inoltre che Spears è proprietario e head coach della Flatbacks Wrestling School, accademia professionale di wrestling nella quale il lottatore, coadiuvato da il suo ex collega della WWE Tyler Breeze, si impegna giornalmente ad allenare dei nuovi aspiranti lottatori e giovani talenti del futuro, mettendo a loro disposizione la sua esperienza di lottatore in- ring e di intrattenitore, ruolo che abbiamo visto, gli riesce molto bene.

Come altri suoi colleghi, Spears sembra aver vissuto una vera e propria rinascita grazie alla AEW, anche se in modo completamente diverso rispetto ad un Jon Moxley, che è l’attuale detentore del titolo massimo, o ad un Brodie Lee, che nei panni dell’Exalted One si sta dimostrando un character davvero forte e di grande impatto.

Il canadese ha forse trovato la sua vera vocazione grazie alla All Elite, diventando l’uomo su cui si può sempre fare affidamento, il vero e proprio jolly della compagnia, sempre professionale, disponibile e mai scontato.

Bennie