PW Insider intervista Jon Moxley

Il campione AEW Jon Moxley parla di Cagefighter: Worlds Collide, della sua salute dopo un anno di duro lavoro nel ring, del suo match a porte chiuse con Jake Hager, del dietro le quinte riguardante lo scontro finale nel film Cagefighter, del suo prossimo progetto cinematografico, di come è cambiato il suo approccio al lavoro rispetto a quando era sotto contratto con la WWE, di Roman Reigns e del periodo di pausa dal ring che ha deciso di prendersi, della première del film Cagefighter su Fite.TV, e se sua moglie, Renee Young ha ricevuto delle critiche o dei rimproveri in seguito alla sua apparizione in video durante la trasmissione online di WWE Backstage e molto altro…

Il prossimo sabato 16 maggio, i fan potranno vedere un lato diverso del campione mondiale della All Elite Wrestling, Jon Moxley, che per la prima volta entrerà in una gabbia di MMA. No, l’ex Dean Ambrose non sta pensando ad una carriera nel mondo delle Mixed Martial Arts, ma reciterà in Cagefighter: Worlds Collide, un film che sarà trasmesso ufficialmente in anteprima mondiale, soltanto per una notte su Fite.TV. L’evento, sarà inoltre seguito da una serie di live Q&A post-screening, esclusive per ogni fuso orario nel corso della giornata.
Durante la nostra intervista, condotta lo scorso 23 aprile, Moxley ci parla del film, della All Elite Wrestling, dei suoi progetti futuri e molto, molto altro.

Mike Johnson:
Quello che stiamo vivendo è davvero un periodo particolare per il mondo intero, ma l’intrattenimento continua ed è ancora lì per noi. Il prossimo mese ci sarà un evento molto interessante; Cagefighter: Worlds Collide sarà presentato in anteprima mondiale su Fite.tv, sull’app FITE.
Si tratta di un film molto interessante; Cagefighter: Worlds Collide racconta la storia di un lottatore di MMA che si ritrova di fronte al match più importante della sua vita quando affronta una superstar del wrestling conosciuta come Randy Stone. Randy Stone sarà interpretato dall’attuale campione mondiale dei pesi massimi AEW, Jon Moxley, che è qui con noi oggi.
È passato molto tempo da quando abbiamo parlato con Moxley. L’ultima volta, lavorava ancora per la WWE. Ovviamente, durante tutto questo tempo, sono successe molte cose nella sua vita. Quindi, prima di tutto, spero che lei e la sua famiglia stiate bene in Nevada, e stiate vivendo al meglio questo periodo di quarantena, oltre ad essere in buona salute. Come va stamattina?

Jon Moxley: Abbastanza bene, grazie. Ci stiamo rilassando. Sono circa 4 settimane che non mi allontano più di un miglio da casa. Cerco di vivermela al meglio. 

Mike Johnson: Essere un wrestler significa essere sempre in viaggio e vivere un po’ come dei vagabondi, è stato strano per te ritrovarti a casa in quarantena o la stai prendendo bene, della serie “facciamo quello che dobbiamo fare”?
Jon Moxley: All’inizio è stato bello, perché mi sono detto, ho passato molti anni durante i quali sono stato sempre e costantemente in viaggio per 300 giorni l’anno, mentre ora devo restare a casa; non è poi così male. A volte do un po’ di matto e mi annoio, come tutti, ma non posso certo lamentarmi.
Sono sistemato bene qui. Ho passato le ultime quattro settimane solo con mia moglie, uscendo solo per fare la spesa e qualche commissione. Quindi è stato un po’noioso, ma soprattutto rilassante e piacevole. Vivo esattamente quello che stanno vivendo tutti quanti nel mondo in questo momento. Non posso affatto lamentarmi.

Mike Johnson: Il 16 maggio vedremo la prima mondiale di Cagefighter: Worlds Collide. Interpreterai Randy Stone, un wrestler professionista che si lancia in una lotta MMA contro il lottatore Reiss Gibbons.
Tu hai già recitato un po ‘in precedenza, sei stato il protagonista di un film prodotto dai WWE Studios, ma questo nuovo film sembra avere un approccio più grintoso e probabilmente un po ‘più fisico rispetto a 12 Rounds 3: Lockdown. Puoi parlarci un po ‘del progetto; di come sei stato coinvolto e cosa non vedi l’ora che le persone possano vedere di te nel film?
Jon Moxley: Dunque, è successo subito dopo, forse il giorno successivo a quello in cui il mio contratto con la WWE è scaduto. Ero un libero di fare quello che volevo. Ho ricevuto una telefonata da Christian, dal lottatore Christian, Jay Reso, che è nel film. Mi ha chiamato e mi ha detto “Hey, sono il produttore esecutivo di questo film; Stiamo cercando qualcuno con un nome importante nel mondo del pro- wrestling, un professionista che possa interpretare questa parte”. Ed io ho risposto: “Interessante. Soprattutto, arrivi con un tempismo piuttosto interessante”. Quindi ero tipo “Sì, mandami la sceneggiatura”. Ho letto il copione e mi è piaciuto così tanto che ho ricontattato Christian subito dopo averlo finito, dicendogli “Posso interpretare questo personaggio senza problemi.”
Ho pensato che si trattasse di una specie di segno del destino, qualcosa che doveva essere fatto apposta per me. Quindi sono salito a bordo di questo progetto ed è stato divertente. Una delle cose più interessanti mi è stata raccontata da Christian, perché molte delle mie battute erano più che altro interviste fatte al wrestler, fatte di trash talking ed insulti al mio avversario; dovevano creare hype per il combattimento. Roba da wrestling insomma. Era tutto nella sceneggiatura. Christian però, disse agli sceneggiatori: “Probabilmente dovreste lasciargli carta bianca e fargli dire quello che vuole, perché è quello che fa per vivere ed è bravo a farlo. Probabilmente funzionerebbe più di qualsiasi cosa possiate scrivere voi. Sa cosa sta facendo”. Quindi, praticamente, il 90% delle battute che ho nel film sono farina de mio sacco, totalmente improvvisate.
Ci sono stati un paio di giorni in cui abbiamo girato dove non avevo alcun copione da seguire. Subito dopo il ciak, abbiamo girato questa scena di una conferenza stampa in previsione del grande match. Ho passato una delle ore più divertenti di tutta la mia vita. Si trattava solo di una grande conferenza stampa fasulla, allestita con giornalisti e cose del genere ed io, appena messo piede sul palcoscenico, ho iniziato a dire solo volgarità, sparare insulti e altro, in modo ridicolo per elevare me stesso al di sopra di chiunque e di, qualsiasi cosa. Ho detto tutto ciò che mi è venuto in mente per un’ora consecutiva.
Non so cosa sia stato mantenuto nel film e cosa no, ma probabilmente se ci sarà un DVD, nei bonus potrebbero inserire la scena con l’intera conferenza stampa. È stato davvero divertente. Mi è piaciuto molto poter interpretare un personaggio odioso e pieno di sé stesso. Perché il punto è interpretare l’antagonista, il tizio che vorresti davvero vedere farsi prendere a calci nel culo entro la fine del film. Quindi è stato davvero molto divertente.
Le riprese del film sono state piuttosto divertenti. Era estremamente fisico, come hai detto. Perché io e Alex, il ragazzo che interpreta il protagonista, l’eroe, non avevamo controfigure. In origine, lui doveva essere il coordinatore degli stunt, mentre il protagonista dovuto essere il ragazzo di Harry Potter , ma alla fine è diventato Alex. E così, in un paio di giorni, io e lui abbiamo messo insieme i due combattimenti, il che è stato divertente. Io, lui e Jess Quinones, il regista,abbiamo messo insieme tutte le coreografie dei combattimenti; Tra l’altro, è una cosa che ho imparato sul set dell’ ultimo film che ho fatto, perché, il primo giorno di riprese di 12 Rounds, siamo arrivati ed abbiamo fatto una prova per una rissa ed è stata una cosa tipo: “okay, ora dagli un pugno nello stomaco, poi lo butti sul tavolo, gli dai un calcio in faccia ecc… Alcuni degli altri attori hanno impiegato tutto il giorno per capire quello che dovevano fare. A me sono bastati 30 secondi, perché sono un wrestler professionista, è quello che faccio. E anche allora pensavo che fosse divertente. In realtà mi sorprende che altri wrestler professionisti non se ne occupino dopo aver terminato la loro carriera.
Ci siamo divertiti così tanto a metterlo insieme. Tipo, cosa ti interesserebbe fare qui? Potresti darmi due pugni, poi io rispondo con un montante. Alex è un fighter professionista ed io sono un wrestler professionista, quindi abbiamo avuto modo di dar sfogo alla nostra creatività, trovando un buon mix per mettere insieme una lotta divertente che fosse anche realistica.
Durante le riprese, eravamo in questo set allestito a Saskatchewan in inverno, faceva freddissimo e come ho detto, non avevamo controfigure. Eravamo i noi i nostri stuntmen. Quindi, abbiamo passato tre giorni a fare riprese per 10, 12 ore consecutive, a volte ripetendo tutto il combattimento in un’unica ripresa.
E poi ci sono i pickup e altre cose diverse. Ma eravamo li e cercavamo di rimanere caldi e di non ferirci o infortunarci; e mantenere il corpo caldo, mantenere l’adrenalina e l’intensità per un periodo di oltre 12 ore, durante le quali, spesso è capitato che giravamo per 30 secondi, poi dovevamo fermarci ed aspettare che venisse tutto impostato per ripetere la stessa cosa da un’altra angolazione. Quindi 20 minuti dopo, eravamo ancora li ad aspettare, coperti di sangue finto, mentre continuavano a spruzzarci con acqua fredda per farci sembrare sudati. Stavamo letteralmente congelando. Sembravamo delle gigantesche caramelle appiccicose..
Insomma, non ci sono scene in CGI o roba simile. E ‘stato molto fisico; ero piuttosto malconcio alla fine. Quindi periamo che sia venuto fuori un bel lavoro. In realtà, l’ultimo o il penultimo giorno, Alex si è strappato l’inguine facendo una mossa particolare, sferrando un calcio o qualcosa del genere. Uno strappo muscolare. Immagino avesse sofferto un precedente infortunio nello stesso punto, perché era tutto livido e non riusciva più a camminare si reggeva su una gamba sola.
Per un secondo ho pensato che fossimo finiti, che non avessimo potuto continuare, dopo tutto il lavoro fatto. Poi, arrivati all’ultimo giorno di riprese, abbiamo trovato un modo, perché non avevamo ancora girato la battaglia finale del film. Quindi abbiamo dovuto trovare il modo di poter girare alcune scene, dove Alex poteva appoggiarsi alla gabbia. Ma non poteva muoversi nello spazio all’interno della gabbia. Io invece, ero ancora in forma, quindi potevo fare cose diverse per coprirlo e supplire la dove era necessario. Abbiamo dovuto lavorare insieme al cameraman e al regista per trovare un modo per portare a casa il finale. Ci sono dei momenti in cui lo sollevo lo porto letteralmente in braccio da una par all’altra della gabbia, perché dovevo fare qualcosa, in qualche modo.
Non ho ancora visto il film. Probabilmente aspetterò fino al 16 maggio per vederlo con tutti gli altri, perché lo stanno trattando un po’ come un evento, perché le persone non possono andare al cinema in questo momento. Sono piuttosto entusiasta e curioso di vedere come appare il prodotto finale. 

Mike Johnson: Per la premiere su FITE, faranno un intero pre-show ed un post-show di domande e risposte con il cast e la troupe. Stanno provando a costruire il tutto come un vero e proprio evento virtuale al quale le persone possono partecipare. Hai detto che questo è stato il primo lavoro che ti è stato offerto dopo aver lasciato la WWE. Qual è la sequenza temporale qui? Hai girato il film all’indomani della fine del tuo contratto con la WWE? Lo hai fatto questo mentre ti preparavi per la AEW? Prima di andare in New Japan? Il motivo per cui lo chiedo è perché sembra che questo film ti abbia aiutato a scrollarti subito di dosso le ragnatele della WWE e ad essere mentalmente preparato per affrontare qualcosa di nuovo.
Jon Moxley: Beh, in realtà, quando lo abbiamo effettivamente girato, era inverno, quindi a quel tempo avevo già iniziato a lottare a pieno ritmo. In realtà stavo facendo avanti e indietro da Saskatchewan a qualsiasi città in cui sarebbe stato Dynamite. Quindi non sono tornato a casa per un bel po’ di tempo. Ho fatto avanti e indietro e così via per circa un mese.
Inoltre, stando alla sceneggiatura, il mio personaggio avrebbe dovrebbe essere un specie di gigante. La prima volta che ho letto il copione ho detto “Sanno che non peso 300 libbre, vero?”
Ma il mio piano era di cambiare il tipo di allenamento mi sono detto “Okay, quando arriverà il momento di girare questo film, lo farò”, perché all’epoca stavo seguendo un programma di allenamento in preparazione del torneo G1 della NJPW ,per essere nella migliore condizione fisica della mia vita.
Subito dopo ero tipo “Okay, ora voglio solo diventare il più grosso possibile in un breve lasso di tempo in modo da poter interpretare questo ruolo nel film. Sai cosa intendo? Non sembrerò [Dave] Bautista, ma proviamo”.
Ma poi ho subito un nuovo intervento chirurgico a causa di un’infezione da stafilococco che si è ripresentata in seguito ad un grave infortunio e sono stato costretto a fermarmi e a ritirarmi anche dal pay-per-view della AEW, dove avrei dovuto affrontare Kenny Omega. Quindi non ho potuto nemmeno allenarmi per un po’. Per un minuto, ho pensato che non sarei stato in grado di girare il film e che avrei dovuto abbandonare il progetto appena prima di cominciare. Ma per fortuna mi sono ristabilito abbastanza in fretta ed ho fatto in tempo a rientrare.
Purtroppo non sono riuscito ad arrivare
alle riprese con l’aspetto fisico che avrei voluto, ma almeno sono riuscito a riprendermi in tempo per girare il film. Probabilmente mi sarei vantato un pochino, ma è un film, quindi forse possono farmi apparire con un fisico migliore. Sono sicuro di avere un bell’aspetto, ma posso sempre migliorare. 

Mike Johnson: In AEW, ti abbiamo appena visto sconfiggere Jake Hager nell’Empty Arena, No Holds Barred match. Quali sono le differenze tra il mettere insieme e lavorare ad un match del genere rispetto ad una scena di combattimento come vedremo nel climax di Cagefighter: Worlds Collide. Ovviamente suppongo che il match con Hager sia più un “buona la prima”. Quanto diverse, o uniche, o quanto simili sono le due esperienze?
Jon Moxley: Sono due cose diametralmente opposte. Nel film è tutto scritto e costruito, con i ragazzi che coordinano la lotta e i cameramen; fai avanti e indietro e provi il combattimento un milione di volte e lo fai un milione di volte per girare da angolazioni diverse. Fare un film è divertente, ma può anche essere molto noioso e può essere difficile mantenere un certo tipo di energia per tutto il tempo, soprattutto quando si ha a che fare con una scena fisica come una scena di combattimento.
Per il match con Hager è stato completamente diverso. Quel giorno abbiamo iniziato a filmare per gli show di Dynamite e Dark per tre settimane ed abbiamo avuto solo poche ore a disposizione per il match, perché dovevamo aspettare che facesse buio per girare al Daily’s Place. Quindi abbiamo cercato di capire cosa fare e come farlo.
Lui doveva soffocarmi. Avevamo capito cosa volevamo filmare e come avremmo costruito un buon match con il titolo mondiale in palio. Non avevamo davvero piani quando sono arrivato a Jacksonville per le riprese dello show.
Eravamo solo 10 persone nell’edificio e non sapevamo quando avremmo di nuovo filmato. Ci chiedevamo se avessimo dovuto salvare quello che avevamo fatto fino a quel momento; io dicevo “Mettiamolo da parte. Facciamolo adesso”. Quindi abbiamo fatto tutto l’angle di Hager in una sola notte. Abbiamo lottato per 20 minuti, il che è stato davvero divertente. Per la prima parte del match, ero davvero in difficoltà e mi sono dovuto guadagnare po’ tutto. Ero davvero perso nel momento. È stato un match davvero divertente ed è un privilegio condividere il ring con un lottatore così stimato come Jake Hager. Volevo davvero che mettesse in mostra le sue abilità.
Ce le siamo date di santa ragione, non ci siamo risparmiati, perché non c’era nulla da nascondere; non c’è nessun rumore extra in un’arena vuota. Inoltre, lui colpisce più forte di chiunque altro abbia mai incontrato sul ring. Ha una forza assurda, incredibile. Le persone danno per scontato quanto sia forte. Penso che entrambi abbiamo fatto un buon lavoro. 

Mike Johnson: Ero a Chicago la sera in cui hai vinto il titolo della AEW a Revolution. Durante il match hai riportato una brutta ferita alla testa e subito dopo hai detto che credevi di avere una commozione cerebrale. Ad un certo punto hai detto che ci vedevi triplo. Volevo chiederti, come ti senti fisicamente in questi giorni? Perché una cosa che abbiamo tutti notato da quando hai lasciato la WWE e sei approdato in AEW e in NEW Japan, è quanto tu stia mettendo a dura prova il tuo fisico, nel tentativo di riportare credibilità ed onore al pro-wrestling, come hai detto quella sera a Chicago nel tuo discorso ai fan, dopo aver vinto il titolo. Quindi, come ti senti fisicamente giorno per giorno?

Jon Moxley: Bene in realtà. Ho avuto ovviamente un po’ di tempo libero come tutti di recente. E ho avuto il tempo di riabilitare lentamente i vari acciacchi che mi porto dietro da parecchio. La parte bassa della mia schiena è letteralmente rovinata. Avevo, un nervo accavallato nel collo che stava facendo intorpidire il braccio sinistro, era davvero doloroso. Poi ovviamente ho avuto tutto questo casino con il mio gomito che si spera, sia finito per sempre, ma tutto sommato, sto abbastanza bene. Sono stato in grado di fare una sorta di autocritica dopo aver lasciato la WWE ed ho capito le cose che erano sbagliate e in qualche modo ho cercato di risolverle nel tempo. Ho avuto modo di farlo e di allenarmi correttamente per riabilitare tutto nel modo adeguato. Perché davvero per me, ciò che ha avuto maggiore impatto sul mio corpo, nel tempo, sono stati i viaggi continui senza mai fermarsi, venire lanciato su due tavoli durante gli house show per cinque sere a settimana, per anni, continuamente.

Vieni lanciato su un tavolo, poi devi subito saltare in macchina e guidare per 300 miglia, o salire su un aereo, o prendere un charter per raggiungere la prossima destinazione e ripetere la stessa cosa da capo, all’infinito. E sono andato avanti così per così tanto tempo ed ho lottato in così tanti match. Ero arrivato a passare due anni di fila senza mai prendere un singolo giorno di riposo, mentre tutti gli altri ad un certo punto subivano infortuni o si prendevano periodi di vacanza o altro. Ero convinto di essere diventato l’ironman della compagnia e ne ero orgoglioso, perché ero quello su cui si poteva sempre contare e fare affidamento. Quindi, anche quando la situazione ha iniziato a decadere, ho stupidamente continuato a farmi il culo, non curante dei dolori e dei vari fastidi che il mio corpo cominciava ad accumulare, avrei dovuto prendermi un po’ di tempo libero, ma non l’ho fatto.
Ma non ho avuto nessun riconoscimento. Non ho fatto più soldi per questo, a parte il fatto che più show fai, più sei pagato. Quindi non è come se mi avessero dato un trofeo con scritto “sei l’uomo di ferro” o altro. Sai cosa intendo? Tutto ciò che ho fatto è stato solo massacrare il mio corpo e il mio cervello.
Per quanto mi riguarda, ora il mio corpo si è decisamente ripreso e mi sento bene. Voglio lottare il più a lungo possibile. Guardo due lottatori come Chris Jericho e Minoru Suzuki, che hanno avuto alcuni dei loro momenti più importanti proprio quest’anno. Ho 34 anni e potrei avere davanti altri 15 anni buoni per lottare. Quindi sto facendo tutto ciò che posso per allungare la mia carriera, sia che si tratti di prendermi qualche periodo di pausa quando ne sento il bisogno, che di lottare in match senza dover per forza fare qualcosa di
super pericoloso. Perché a questo punto so di non avere nulla da dimostrare ed essendo consapevole delle mie ferite, devo mantenermi in salute. Jericho si è preso dei lunghi periodi di assenza dal ring durante la sua carriera e penso che probabilmente ciò abbia contribuito a prolungarla.
Quindi adotterò l’approccio opposto a quello che avevo in WWE e cercherò di essere intelligente. 

Mike Johnson: A volte sei stato piuttosto critico nei confronti delle tue esperienze con Vince McMahon. Bene, come si fa a paragonare Tony Khan a McMahon come persona che sovrintende al roster e come persona che supervisiona una compagnia di wrestling? Qual è la differenza nel loro approccio e nel modo in cui agiscono?
Jon Moxley: Tony è davvero un bravo ragazzo. Penso che sia amico di quasi tutti nel roster. Davvero semplice, alla mano e disponibile. Molte persone probabilmente all’inizio credevano che volesse solo farsi amici i lottatori, ma non è affatto così. Voglio dire, recentemente ha lavorato nell’analisi dei dati per il draft della NFL e sta portando avanti tutte queste altre cose aziendali. Parliamo di un ragazzo davvero intelligente. È cresciuto in quella famiglia dove hanno questo grande impero economico, quindi ha sviluppato un ottimo senso per gli affari. È esperto di affari, ma è anche un fan di wrestling incredibilmente appassionato. Si emoziona facilmente; se lo incontro e gli dico “Amico, ho avuto questa idea. E se lo facessimo?” lui direbbe subito “Amico, è fantastico. E se lo facessimo anche questo allora? E poi potremmo fare anche così….”. Diventa come un bambino. Ed io cerco di calmarlo. È fantastico.
Mentre a volte parlavo con Vince ed era come parlare ad una muro. Non c’era modo di proporre qualcosa; era sempre e solo la solita vecchia merda.
Ora sto vivendo davvero una bella esperienza qui dove sono. Tony è un tipo onesto. Non è un furbo, ed è esperto di affari, non è uno squalo. È solo un bravo ragazzo, onesto e diretto. 

Mike Johnson: Una delle notizie più discusse nelle ultime due settimane è Roman Reigns che decide di non partecipare a WrestleMania. Tu lo conosci molto bene. Cosa ne pensi? Qual è la tua opinione sulla decisione di Roman e qual è la tua opinione riguardo i fan che sono stati critici nei suoi confronti?
Jon Moxley: Stiamo vivendo un’epoca senza precedenti. Voglio dire, hai sentito parlare di tutte queste altre epoche durante le quali la gente ha vissuto la Grande Depressione, le guerre e tutta quella roba. Io sono cresciuto negli anni ’90, quindi la nostra generazione non ha mai avuto a che fare con nessun tipo di lotta, scelte difficili o qualcosa di simile a questo livello. Penso che Roman abbia fatto la cosa giusta, decisamente.


Mike Johnson: L’ex Nick Mondo sta lavorando con la AEW come regista. È stato molto coinvolto nella creazione di quel primo video di te che fuggi dal manicomio.
Jon Moxley: Prima ancora che Dynamite iniziasse, stavano ancora assumendo un po’ di gente e mi hanno chiesto il suo numero di telefono. Ci vuole una squadra gigantesca in AEW e in WWE per mettere su uno spettacolo televisivo che va in onda in diretta ogni settimana.
Molti dei video promo di Darby Allin sono stati girati da lui. Nick ha un grande talento e una passione per la creazione di contenuti del genere.
In realtà io e lui, stavamo lavorando ad una sceneggiatura per un film. Avevamo entrambi un’idea per una sceneggiatura e le abbiamo unite insieme perché erano molto simili. Abbiamo scritto tutto e lo abbiamo sottoposto a tutte le tutele legali. E finalmente, uno studio lo finanzierà il progetto e lo farà. Realizzeremo il nostro film. Sicuramente è un progetto interessante da tenere d’occhio per il prossimo anno o due. 

Mike Johnson: Fantastico. Ho un’altra domanda per te, poi chiuderemo qui. Tua moglie ha ricevuto delle critiche o dei richiami per la tua improvvisata durante WWE Backstage insieme al vostro cane? Perché Internet è letteralmente esploso per quei 10 secondi?
Jon Moxley: La risposta breve è sì. Ti racconterò una cosa quando avremo finito l’intervista. 

Mike Johnson: Va bene. Dunque, Cagefighter: Worlds Collide sarà presentato in anteprima mondiale il 16 maggio su FITE.TV. Jon Moxley sarà tra le star del film, tra le quali tante altre stelle del mondo delle MMA e del wrestling, tra cui Jay Reso AKA Christian e Chuck Liddell. Jon, prima concludere, quale speri sia la reazione dei fan?
Jon Moxley: Vogliamo dare un messaggio di perseveranza, fondamentale per superare i periodi bui come questo che stiamo vivendo. Quindi speriamo che le persone possano avere una sorta di via di fuga dalla realtà per 90 minuti, o qualunque sia la durata di questo film e possa distrarsi un po’. E Gina Gershon è nel film. Face/Off è uno dei miei film preferiti. Quindi quando ho scoperto che c’era Gina Gershon, ero felicissimo. 

Mike Johnson: Va bene. Tutti possono trovare il film il 16 maggio su Fite.TV.
Jon, ti ringraziamo per aver chiacchierato con noi. Non vediamo l’ora di farlo di nuovo e auguriamo a te, Renee e tutti gli altri laggiù nient’altro che il meglio. 

Jon Moxley: Grazie mille.

Fonte: PWInsider

Bennie