Sammy Guevara

La costruzione di un campione

Che Sammy Guevara si stia ormai sempre di più affermando come il giovane più di rilievo della AEW è ormai cosa certa; ma cos’è che rende un giovane wreslter un futuro campione?

Sicuramente a Sammy non mancano tecnica, personalità e talento e per quanto riguarda il lato esperienza, possiamo dire che, nonostante la giovane età, il suo curriculum non è affatto scarno.

Prima di approdare in AEW infatti, Guevara ha combattuto in Giappone (DDT Pro- Wrestling), Australia (APW), America Latina (Lucha Undergroung, PWG e AAA) e molti altri paesi, laureandosi campione dei pesi leggeri in diverse federazioni.

Il titolo di maggior prestigio da lui detenuto fino ad ora è stato l’AAA World Cruiserweight Championship.

Se aggiungiamo anche il look da teen idol che può far breccia nel cuore delle ragazzine, possiamo tranquillamente affermare che il buon Sammy ha davvero tutte le carte in regola per diventare uno dei futuri volti del wrestling mondiale.

Ma, talento e curriculum a parte, ci sono dei nuovi elementi in gioco che stanno davvero facendo la differenza per questo lottatore da quando è approdato in AEW.

Sicuramente aver firmato con una promotion con una visibilità come quella della All Elite Wrestling è stato il primo passo fatto all’inizio di questa strada verso il successo.

In seguito, averlo inserito in una stable forte e solida come l’Inner Circle, affiancandolo ad un mostro sacro come Chris Jericho, che lo ha preso sotto la sua ala protettrice diventando suo mentore e «best buddy », è stata una mossa azzeccatissima da parte della compagnia di Jacksonville che così, ha dato modo al personaggio dello Spanish God di nascere ed evolversi rapidamente, diventando in breve tempo un character originale, riconoscibile, versatile e soprattutto, credibile.

L’influenza di Jericho è evidente, soprattutto per quanto riguarda il lato extra ring, dove Guevara ci sta mostrando una spiccata propensione al comedy, mettendo in piedi delle simpatiche scenette, come ad esempio il karaoke improvvisato sulle note di Judas (theme song di Jericho) durante la prima puntata di Dynamite andata in onda a porte chiuse. Brevi momenti che, insieme ai suoi vlog su Youtube, rendono il suo personaggio un po’ meno heel, ma decisamente molto più simpatico ed interessante.

Ottima è anche la gestione che la All Elite sta avendo del lottatore; Sammy infatti è ormai una presenza fissa dello show settimanale Dynamite e riesce sempre a ritagliarsi uno spazio, a volte anche marginale ma non meno importante, all’interno di ogni puntata, senza mai risultare una presenza ingombrante.

Poco importa se si tratti di un match o di una sua presenza extra ring, Sammy Guevara non passa mai inosservato.

Ciò che più apprezzo è l’abilità con cui la AEW sta man mano costruendo la carriera di questo giovane atleta, mettendo in luce le sue evidenti abilità, senza mai sovraesporle: Sammy infatti è sempre protagonista di ottimi match (e, diciamocelo pure, spesso è colui che fa la differenza) al termine dei quali però, non sempre si aggiudica la vittoria.

A cementare ulteriormente il suo ruolo all’interno della compagnia è anche il suo recente ingresso nel tabellone del TNT Championship Tournament, dove il suo nome è affiancato a quello di altri lottatori di tutto rispetto, come Cody, Kip Sabian, Darby Allin ecc…

Proprio Darby Allin sarà l’ avversario di Guevara nella prima fase del torneo. La rivalità tra i due atleti, che sono i due fiori all’occhiello della federazione per quanto riguarda i suoi lottatori più giovani, spicca in modo particolare tra le altre che stiamo vedendo svilupparsi in occasione del torneo (Cody e Lance Archer per nominarne una) e sta creando molto hype per il loro scontro, che si preannuncia entusiasmante e senza esclusione di colpi.

Nonostante la storyline con Allin sia quella che al momento sta impegnando maggiormente lo Spanish God, il suo coinvolgimento, seppur minimo, in altre feud, come ad esempio quella tra Chris Jericho e Matt Hardy, risulta essere fondamentale per dare ancora più credibilità alle stesse ed aumentarne il potenziale di intrattenimento.

Questa è senza dubbio una mossa astuta da parte della federazione che, così facendo, evita di “bruciare” un giovane talento, dandogli invece modo di crearsi autonomamente delle basi solide e crescere all’interno di un contenitore di rilevanza mondiale, senza diventare un prodotto mainstream costruito a tavolino.

Con Guevara, la AEW sta dimostrando come con piccoli passi e semplici accorgimenti si possa costruire da zero la carriera di un lottatore che sicuramente diventerà una superstar ed un futuro campione degno di questo nome.

Bennie